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  • La mia storia

    Molti forse non mi conosceranno da molto tempo o forse alcuni sono qui perché hanno semplicemente sentito parlare di me, e curiosi sono venuti a vedere qualcosa di più di quello che hanno sentito.
    Comincio quindi con costruire le basi di come sono arrivato a percorrere il Sentiero Italia.
    Qualche anno fa, avevo messo da parte qualche soldo per comprarmi una macchina fotografica. Volevo provare anche io, mi affascinava… Non sapevo bene perché.
    Ho cominciato a casa, a fare foto ovunque ed a qualsiasi cosa. Uscivo qualche volta a fare foto ad amici o a feste, ma ben presto mi sono spostato su qualcosa che mi divertiva di più, qualcosa che riusciva a catturare la mia attenzione e alimentare la mia curiosità.
    Ho cominciato a fotografare gli animali selvatici, liberi in natura. Presto ho capito che non era così facile ma volevo continuare a dedicarmi alla fotografia.
    Più o meno nello stesso periodo ho scoperto dell’esistenza della fotografia notturna, fotografia al cielo e alle stelle.
    Mi sono spostato naturalmente verso la montagna… Perché in pianura dove abito l’inquinamento è maggiore è rende difficili le riprese.
    La montagna mi permetteva  di soddisfare la mia curiosità, in quanto ambiente a me sconosciuto.
    Ho cominciato proprio in quel momento ad andare in montagna e così molte cose erano nuove, era una scoperta continua.
    Ho cominciato con piccole escursioni, poi piano piano, ho aumentato le difficoltà, aumentando il dislivello o la durata.
    Ogni tanto,  riuscivo pure a portare a casa qualche buona foto.
    Monte Coglians

    Monte Coglians dal Lago Volaia

    Via Lattea sopra il Campanile di Val Montanaia

    Via Lattea sopra il Campanile di Val Montanaia

    Un passerotto si avvicina mentre fotografo al tramonto la Croda Cimoliana

    Un passerotto si avvicina mentre fotografo al tramonto la Croda Cimoliana

    Quando potevo mi organizzavo per andare in montagna, sempre con la macchina fotografica e quasi sempre pronto per restare su la notte.
    A volte mi potevo appoggiare ai bivacchi messi a disposizione degli escursionisti come questo:
    (foto bivacchi)
    Ogni tanto ci sono cose che ancora mi emozionano e mi divertono.
    Un esempio è questo video.  Mi divertivo un sacco a pattinare sulla superficie del lago. Avevo passato la notte in tenda, avevo già fatto le foto e così avevo tutto il tempo che volevo per divertirmi.
    Quando ho conosciuto la fotografia notturna ho scoperto di molti fenomeni che non conoscevo i quali sono subito finiti nella lista delle cose che volevo fotografare.
    Uno di questi fenomeni, anche se lo conoscevo già, è l’aurora boreale.
    Nel 2015 ero stato in Norvegia ma nei 4 giorni in cui ero la, il maltempo copriva il cielo e non mi permetteva di vedere il fenomeno.
    Nel 2016 ho voluto riprovarci. Deciso a restare la per un mese,  così da essere abbastanza sicuro di poterla vedere.
    Si trattava si di un viaggio fotografico, ma non mi andava di fare un viaggio tanto simile a come fanno altri fotografi. Perciò ho deciso di andarci in macchina, portando con me tutto quello che mi serviva e che comunque mi sarei fatto bastare.
    La meta erano le Isole Lofoten, a nord della Norvegia, sopra il Circolo Polare Artico.
    Le Isole sono famose per i fiordi  e per un piccolo paesino di pescatori, Hamnøy .
    Hamnøy at blue hour

    Hamnøy

     

    Così il 7 febbraio 2016 sono partito per questo viaggio, ho impiegato 3 giorni per coprire i 4300km.
    T4 Volkswagen

    La prima notte nel furgone in Lapponia

     

    La prima notte sono riuscito a vedere l’Aurora Boreale, non era particolarmente potente;  si muoveva piano ma era li ed era la prima volta che la vedevo.
    L’avevo vista moltissime volte nelle foto, posso dire di averla vista in tutte le salse prima di partire.
    Una volta li mi ha scioccato. Guardarla attraverso il monitor del computer non riusciva a farmi capire quanto grande sia.
    Scioccato.
    Immaginate di vedere sopra la vostra testa questo velo di colore verde che si muove armoniosamente, che cambia forma, colore ed intensità. Ma proprio tutto sopra la testa!
    Nel seguito del viaggio non sono stato molto fortunato, passavo le notti a guardare il cielo sperando di vedere apparire quel velo, ma spesso, molto spesso era tutto coperto dalle nuvole.
    Così non ho molte foto dell’Aurora ma una scusa per ritornare per fotografarla.
    Passavo le giornate nel furgone cercando di non fare troppo disordine o facendo qualche escursione.
    La mia casa

    La mia casa

    Ho passato anche qualche notte in tenda nei picchi norvegesi.
    Panorama dalla tenda, nei pressi del monte Ryten

    Panorama dalla tenda, nei pressi del monte Ryten

     

    Su un totale di 34 notti che ho passato in Norvegia, solo in 5 notti ho potuto vedere l’Aurora.
    Hamnøy bay

    Baia di Hamnoy

    Stetinden Norway

    Lo Stetind coperto di neve

    Nusfjordveien Lofoten

    Il mio furgone lungo una strada gelata tra i fiordi

    Il ritorno, sempre in furgone è stato più noioso dell’andata, si ero contento di tornare a casa anche per potermi lavare decentemente dopo così tanto tempo.
    Non so quanti di voi abbiano mai percorso la lunga strada che collega Stoccolma alla parte nord del golfo di Batnia, beh, io si. Ed è abbastanza noiosa, a destra alberi e a sinistra alberi, ogni tanto un paesino che sembra più un borgo, e poi ancora alberi. In questa situazione ho avuto modo di pensare e stavo pensando a quale sarebbe stato il mio viaggio successivo.
    A conti fatti, è stato un viaggio facile, avevo le comodità di casa dentro al furgone. Va bene, dai, non proprio le stesse, ma comunque era un posto che potevo chiamare casa. Un monolocale di 7 forse 8 metri quadrati in cui c’era tutto.
    Decisi di fare qualcosa di più impegnativo e così arrivò l’idea. Un viaggio diverso, meno attese, più azione.
    Percorrere a piedi l’Italia.
    Una volta a casa ho cominciato a documentarmi, e presto ho scoperto di un sentiero che percorre tutta l’Italia attraverso i monti.
    Il Sentiero Italia appunto, mappa sentiero italia 6000km lungo un unico tracciato che parte dalla Sardegna continua in Sicilia, poi lungo tutto l’Appennino e le Alpi per finire a Trieste.
    Continuando le ricerche scopro essere il sentiero più lungo del mondo. Questa cosa mi ha entusiasmato permettendomi di dedicarmici ancora più profondamente. Voglio concludere l’intero percorso in un unico viaggio, e scoprire che molto probabilmente sono il primo a portare a termine un esperienza del genere mi motiva ulteriormente.
    E’ ormai marzo inoltrato e mi serve tempo per tracciare il percorso che poi seguirei, e per prepararmi fisicamente.
    Non posso prendermi troppo tempo perché più ritardo e più si avvicina la possibilità di finire il viaggio in autunno inoltrato con tutte le conseguenze derivanti.
    Ero pronto per il 22 maggio, e così il 23 comincio il sentiero.
    Il primo giorno è stato impegnativo, ma ero fisicamente fresco, parto in ritardo, e finisco alle 23 la sera. Inoltre il primo giorno un toro mi ha caricato. Mi sono ritrovato nel recinto dove pascolava del bestiame e il toro trovandosi in trappola ha tentato di difendersi caricandomi. Fortunatamente è bastato gridare per spaventarlo e farlo allontanare.
    La Sardegna forse perché la prima regione, è stata molto impegnativa dal punto di vista fisico. Le vesciche ai piedi mi hanno tormentato già dal secondo giorno.
    A Cagliari ho avuto tempo di riposarmi qualche giorno perché sono arrivato la domenica ed il traghetto per Palermo partiva solo il venerdì. Un po’ di mare ha aiutato le vesciche a guarire così confidavo di andare forte in Sicilia.
    In realtà avevo ancora qualche difficoltà con il sentiero e con il fisico.
    Finisco questo tratto solo dopo essere salito sulla cima del Vulcano Etna, il punto più alto di tutto il sentiero.
    Sentiero Italia Etna

    Sulla cima del Etna

     

    Quasi un mese se ne andato, e finalmente il fisico comincia a fare quello che la testa gli comanda, nonostante ciò, le condizioni del sentiero mi demoralizzano e passo dei momenti difficili in Calabria. Come non bastasse il cellulare mi lascia e mi devo di nuovo fermare per farmene arrivare uno nuovo. Il telefono era una cosa importante, mi serviva per comunicare con casa, avevo le mappe ed i tracciati che seguivo ed in più lo utilizzavo per aggiornare i social. Riparto ed attraverso la Sila, il tracciato passa per un bosco fantastico. Mi piace un sacco, una notte la passo a dormire direttamente sul sentiero e prima di prendere sonno ci sono le lucciole che mi volteggiano attorno.

    Sentiero Italia Calabria

    Sila

     

    I segnavia che cercavo di seguire lungo il sentiero sono ancora discontinui, vecchi e difficili da individuare; nonostante tutto continuo. Man mano che salivo a nord le condizioni del sentiero miglioravano.
    002
    La parte che ho preferito dell’Appennino è stato il parco del Gran Sasso e dei monti della Laga, le quote erano generalmente più alte per tutto l’Abruzzo e mi ha dato l’impressione di essere in montagna, i picchi più aguzzi, meno bosco e più roccia. Si avvicinava di più all’idea che ho di montagna nella testa.
    In Lazio passo proprio per Amatrice, mi fermo per cenare proprio in centro; finito di mangiare mi sposto in un luogo meno caotico dove posso riposare meglio e sperare di non essere disturbato. La mattina successiva e la volta di Accumuli che vedo di sfuggita.
    Poi in Umbria Castelluccio di Norcia la tappa della sera. Due settimane dopo, diversi messaggi mi arriveranno per sincerarsi delle mie condizioni, mi trovavo a 300km in linea d’aria dal terremoto. In Umbria incontro questi due ragazzi 002-2, sono una coppia che sta cercando di percorrere tutto il Sentiero Italia, ma lo fanno solo in estate con le due settimane di tempo che hanno a disposizione. Mi ha fatto un grande piacere conoscerli, e siamo stati li, sul sentiero, proprio dove ci siamo incontrati a parlare per almeno un ora. Ed ancora ci sentiamo!
    Dopo ben 2500km ho incontrato solo 9 escursionisti lungo il sentiero.
    Ora è la volta della GEA, un sentiero di lunga percorrenza abbastanza noto anche in Italia 002-3 e qui comincio ad incontrare qualche escursionista, anche Italiano.
    Qui il sentiero diventa generalmente ben segnato e pulito, non vedevo l’ora di raggiungere questo punto in cui avrei potuto fruttare tutto l’allenamento che ho fatto fino ad ora lungo il sentiero ed infatti raggiungo e supero più volte i 50km al giorno. Prediligo la seconda metà con quote più alte e aspetto più montano e panorama molto più ampio.

    Qui trovo un sacco di mirtilli e lamponi

    Lamponi e mirtilli raccolti lungo il sentiero

    Lamponi e mirtilli raccolti lungo il sentiero

     

    In Liguria comincio a trovare un pò di precipitazioni che mi obbligano a marciare con i piedi bagnati per diversi giorni

    I miei piedi dopo diverse ore nelle scarpe completamente bagnate

    I miei piedi dopo diverse ore nelle scarpe completamente bagnate

    l’unico conforto è il poterli mettere nel sacco a pelo per 6-8 ore all’asciutto durante la notte. Ricominciare la mattina con le scarpe bagnate non è tra i pezzi forte di questo viaggio. Ho optato per delle scarpe non impermeabili per averne un paio più leggero e traspirante che però in caso di pioggia o umidità, mi creavano qualche problema.

    La Liguria è ben segnata e la percorro in fretta e da quando ho cominciato la GEA, mi sono ormai fatto un mese senza nemmeno un giorno di sosta, il fisico ora comincia ad essere davvero preparato a quello che gli chiedo di fare ogni giorno.
    Con grande gioia dopo 84 giorni arrivo alla Sella della Valletta dove concludo la parte relativa l’Appennino e comincio le Alpi.
    Sono molto contento perché qui i sentieri dovrebbero essere ben segnati e mi permetteranno di andare veloce scongiurando ritardi.
    E’ inizio Settembre, mi fermo a Limone per 2 giorni per fare un cambio materiali, un cambio stagione. Mi sono fatto arrivare un grande pacco con attrezzatura più idonea al clima che troverò. Infatti la quota media si alzerà di 1000m e supererà di nuovo i 3000m.
    Qualche volta la notte ha piovuto ed avendo scelto di non portare la tenda con me, mi cercavo dei tetti di fortuna per riuscire a non bagnarmi. Mi ficcavo dove potevo, vecchie malghe o baite abbandonate. Una volta in un bivacco di un rifugio.
    Il Piemonte lo ricordo come la regione più bella, nonostante il suo tratto sia di 900km con oltre 80.000m di dislivello positivo ed altrettanti in negativo, quindi la regione più lunga ed anche la più difficile fisicamente. Ero talmente preparato che l’ho concluso il soli 25 giorni di cammino. 5 in meno rispetto le mie previsioni.
    In Lombardia la quota si è abbassata notevolmente, fino nei pressi di Como dove mi sono concesso una pausa di 2 giorni in cui ho visto i miei genitori e in nostro cagnolino.
    Riprendo e poco dopo la quota si alza, e le precipitazioni non mi lasciano. Sopra i 2300m c’è neve, copre tutto, rende difficile proseguire su un tracciato sconosciuto e su grandi massi sui quali difficilmente si trova un buon appoggio. Torno a valle per qualche giorno, le condizioni migliorano e la neve si scioglie, ricomincio e la si trova solo oltre i 2500m e a nord.
    Il problema è che è ghiacciata.
    Questo in definitiva il materiale che ho portato con me lungo il Sentiero: Attrezzatura Sentiero Italia lo zaino è stato la mia casa per tutto il viaggio. C’era la camera da letto, la cucina e pure la libreria. Non avevo un libro con me, ma il mio svago era leggere tutte le etichette del cibo che mangiavo. Un sacco di volte leggevo le stesse etichette, ma mi serviva per resettare la mente.
    Gli autoscatti di ogni giorno.

    Gli autoscatti di ogni giorno.

  • La biblioteca di Erto e Casso.

    Solo dopo molte escursioni mi è capitato di sentir parlare dei Libri di San Daniele.

    Me li hanno descritti come un luogo davvero bello, un luogo da visitare assolutamente. Ero al Rifugio Pordenone quando me ne hanno parlato ed approfittando delle mappe esposte, mi hanno mostrato il luogo dove avrei trovato i Libri di San Daniele. L’itinerario sembrava semplice; in realtà il dislivello non è per niente da sottovalutare, 1400m di salita positiva continua, sia che la si affronti da Erto che da Casso. E’ possibile percorrere i due sentieri formando un anello, ma il mio interesse non era rivolto al trekking, piuttosto al visitare questo luogo e riuscire a fare una foto al tramonto o forse all’alba, ancora dovevo deciderlo.

    Per il resto del testo:La biblioteca di Erto e Casso

     

    Libri di San Daniele Dolomiti Friulane Friuli Venezia Giulia