Libri di San Daniele Dolomiti Friulane Friuli Venezia Giulia

La biblioteca di Erto e Casso

Libri di San Daniele Dolomiti Friulane Friuli Venezia Giulia

Solo dopo molte escursioni mi è capitato di sentir parlare dei Libri di San Daniele.

Me li hanno descritti come un luogo davvero bello, un luogo da visitare assolutamente. Ero al Rifugio Pordenone quando me ne hanno parlato ed approfittando delle mappe esposte, mi hanno mostrato il luogo dove avrei trovato i Libri di San Daniele. L’itinerario sembrava semplice; in realtà il dislivello non è per niente da sottovalutare, 1400m di salita positiva continua, sia che la si affronti da Erto che da Casso. E’ possibile percorrere i due sentieri formando un anello, ma il mio interesse non era rivolto al trekking, piuttosto al visitare questo luogo e riuscire a fare una foto al tramonto o forse all’alba, ancora dovevo deciderlo.

La prima decido di salire per l’alba, scelgo la via per Casso. Arrivo di notte e comincio a salire, era estate, ma la temperatura era davvero bassa. Trovo qualche difficoltà nella salita, sia per qualche bivio all’inizio del sentiero, poi anche più in alto, verso la fine del sentiero. La traccia al buio, non è facilmente individuabile e perdo buoni venti minuti per ritrovare il sentiero.Non riesco a fare buone foto.

Scendendo mi accorgo della pericolosità di questo sentiero. Il sentiero che collega il Monte Salta con Casso percorre di traverso un prato, che in caso di umidità o addirittura brina è potenzialmente molto pericoloso. Se si dovesse perdere aderenza, non ci sarebbero ostacoli a fermare la caduta finendo così direttamente a valle dopo una lunghissima caduta.

Sebbene il panorama sia molto generoso, verso la Valle del Piave, la frana del Monte Toc che nel ’63 divenne famosa per la tragedia del Vajont e quello che resta del bacino artificiale, decido di provare a risalire da Erto per evitare inconvenienti. Trovo conferma delle mie preoccupazioni confrontandomi con altri escursionisti, e successivamente scopro che la stessa estate, una ragazza ha perso la vita in questo tratto di sentiero.

Da Erto forse il sentiero è più diretto e quindi più ripido, ma in caso di scivolate offre molti ostacoli dove fermare bruscamente la caduta. Questa volta salgo in inverno, ma il sentiero non è coperto dalla neve se non nel tratto terminale che collega in falsopiano il Monte Borgà con la zona dei Libri di San Daniele. Il meteo diceva che in serata sarebbe nevicato. Non avevo paura, ero li proprio per fare una foto con i libri coperti di neve, o meglio, mentre cadeva la neve. Dopo un alba poco interessante trovo un posto dove mettere la tenda e dormire visto la notte in bianco per raggiungere questo luogo. Nel pomeriggio si alza il vento, e mi accorgo che sta nevicando.  Comincio a disfare il campo, e mi preparo per le foto. Si tratta della prima volta per me, e non ho grande dimestichezza riguardo questa situazione, e mi sento impacciato. Una volta tramontato il sole, velocemente la luminosità scende. E mi affretto a tornare a valle. La poca neve caduta, copre le mie tracce, e ancora una volta mi ritrovo al buio a cercare il sentiero. I segnavia ed il sentiero sono coperti, per buona parte del sentiero non ho grosse difficoltà in quanto il sentiero è obbligato. Ad una svolta mi perdo. Non trovo nessuna indicazione, la neve copre tutto e la mia torcia non riesce ad illuminare sufficientemente il paesaggio. Non sono preoccupato perché ho la tenda, il sacco a pelo e cibo con me. Se non dovessi trovare la via, mi fermerei da qualche parte per aspettare che faccia di nuovo giorno. Il telefono prende, e così cerco di comprendere meglio dove ho sbagliato e trovare di nuovo la via. Avviso a casa di non preoccuparsi perché ho modo di passare la notte senza problemi.

Dopo qualche tentativo trovo di nuovo il sentiero e riesco a ritornare alla macchina.

Nonostante ci tenessi a fotografare questo luogo in inverno, ci riprovo un altra volta senza neve e così, dopo una estenuante salita, visto il lungo periodo di pausa forzata dalle escursioni, complice una frattura. Arrivo in cima quando ancora ci sono le stelle in cielo. Mi prendo tutto il tempo per esplorare tutta la zona.

In lontananza vedo delle nuvole che cominciano a colorarsi e così, nella zona in cui sono più luminose, individuo il punto preciso in cui sorgerà il sole. Ora posso decidere meglio quale inquadratura fare.

Il sole sorge, e tinge tutto di rosso ed arancio, ma in brevissimo tempo si nasconderà dietro le nuvole. Sono pronto per scattare. Poche foto e poi il sole si nasconde. Soddisfatto scendo per la via di salita preparandomi per la prossima escursione.