Ryten Flakstadoy Norvegia

Ryten Aurora

Ryten Flakstadoy Norvegia

Uno dei primi giorni nelle Isole Lofoten ho deciso di salite il monte Ryten.

Due sere prima avevo visto l’aurora dalla spiaggia di Flakstad, una spiaggia composta sia da sabbia giallo ocra che nera. Non sono riuscito a fare foto che mi piacevano, forse perché era invasa da persone con i loro cavalletti e con le loro macchine rivolte verso il cielo. Sembrava un piccolo campo di battaglia nel quale ognuno cercava di portare a casa una buona foto. Dovete immaginare un sacco di torce accese per muoversi al buio, lampi di luce prima di qua e poi di la. Non sono solito fare foto in luoghi molto frequentati e la cosa non mi faceva stare tranquillo. In ogni posto mi mettessi c’era qualcuno alle spalle che mi chiedeva di spostarmi; oppure di fronte a me c’era qualcuno che con la presenza o soprattuto con le torce che sembravano usate più come arme intimidatorie. Insomma ogni volta che scattavo capitava ci fosse una luce che illuminava il paesaggio in maniera poco naturale.

I giorni successivi non mi sarei ripetuto. Non volevo sprecare delle occasioni per fare buone foto.

Così, controllato il meteo, preparo lo zaino per una notte in tenda. Non sapevo bene quale temperatura mi sarei dovuto aspettare su una di queste cime oltre il circolo polare artico. Confidavo nella bontà del vento e del buon funzionamento del sacco a pelo. Salgo in tempo per il tramonto ma si rivela fiacco, ma la vista è strepitosa. Sono a circa 600m sul livello del mare, quindi non molto alto, ma mi trovo a picco sul mare e di fronte a me ho la spiaggia di Kvalvika. Una caratteristica di queste isole e quindi dei fiordi Norvegesi è appunto di essere piuttosto ripidi, con montagne relativamente non troppo alte, ma decisamente spettacolari. Partono direttamente dal acqua dell’oceano e velocemente salgono verso il cielo (nella foto si può apprezzare questa caratteristica nelle montagne in lontananza).

Il vento sale veloce verso di me e devo stare attento a non perdere l’equilibrio sulle rocce coperte di neve. Il rumore delle onde che raggiungono la spiaggia e gli scogli mi arriva per tranquillizzarmi.

Così sistemo la tenda e mi concedo un pasto veloce. Mi metto nel sacco a pelo ed il calore mi convince, si, posso concedermi qualche ora per dormire.

Quando la sveglia suona guardo fuori ma non c’è attività e la posticipo di mezz’ora. La seconda volta che suona un po’ riluttante nel uscire dal sacco a pelo, riesco a mettere la testa fuori dalla tenda badando a non far uscire il calore dal caldo involucro che mi fa sembrare in una crisalide.

Sgrano gli occhi, si, è Lei. E’ li che sta danzando. In fretta mi preparo ed esco dalla mia tana. Sprofondo nella neve ma poco importa, devo fare almeno una foto, poi posso tornare in tenda. Il vento ora è decisamente più forte e le mani si raffreddano molto velocemente, i guanti sono in tenda. L’aurora potrebbe durare molto poco e non posso permettermi di perdere tempo perciò comincio a scattare, e mentre la macchina scatta infilo le mani in tasca per proteggerle dal freddo. In poco tempo sono davvero fredde e cominciano a fare male. La foto l’ho fatta, la riguardo per sicurezza.. una leggera sensazione di calore mi pervade quando vedo che il risultato mi soddisfa.

Intanto le luci del nord si sono affievolite ed io approfitto per ritornare nel confortante sacco a pelo. Ora è ritornato freddo dopo la mia assenza, ma subito riprende vita e mi scalda. Farò ancora qualche foto, ma una tormenta di neve è in arrivo.

La mattina dopo la visibilità sarà limitata e faticherò a ritornare al furgone.