Sentiero Italia 2017

mappa sentiero italia

Nel 2016 ci ho provato nonostante sapessi di essere partito piuttosto tardi. Infatti mi sono ritrovato a metà delle Alpi, dopo 121 giorni di cammino e 4700km percorsi con oltre 27000m di dislivello positivo ed altrettanti in negativo a dover prendere una decisione importante. Ho dovuto lasciare il percorso per condizioni difficili e soprattutto pericolose.

Ora, nel 2017 decido di riprovarci, di partire ancora una volta da Santa Teresa di Gallura e raggiungere Trieste a fine del Sentiero Italia.

Partirò a fine marzo, anticipando così di due mesi la partenza rispetto l’anno scorso. Il tracciato sarà lo stesso e pure l’attrezzatura che porterò con me.

Quindi compierò questo viaggio in solitaria e la maggiore autonomia, non porterò con me la tenda e proseguirò sul sentiero esclusivamente a piedi.

3..2..1…Partenza!

Riesco a chiudere  lo zaino solo oggi, perché il fine settimana ho utilizzato alcune cose che ora porto con me. Un sacco di sensazioni strane mi pervadono, passo dall’euforia alla preoccupazione.

Oggi è il giorno in cui comincerò di nuovo un viaggio che l’anno scorso mi fatto ad imparare molto, mi ha fatto scoprire dei posti meravigliosi, e mi ha aiutato ad incontrare nuovi problemi e arrangiarmi per risolverli. Tornare lì, su passi già posati, è di sicuro più rassicurante che partire per qualcosa di totalmente nuovo, ma nella realtà non si è mai sicuri di quel che succederà, e qualche preoccupazione si fa largo lo stesso nella mia mente.

Mi lavo per l’ultima volta a casa per chissà quanto tempo. I capelli profumano e la sensazione di pulito e molto piacevole, una sensazione che forse mi mancherà come è successo in passato.
Mangio un bel piatto di pasta ed una gran porzione di pomodorini conditi con olio ed aglio.
Alle 14 prendo il treno che mi porterà a Firenze e poi un altro fino a Livorno. Penso a come mi sento.
Mi sto caricando piano piano, l’euforia si sta facendo largo.

In treno fa davvero caldo, sono con una canotta e dei pantaloncini cortissimi, lo zaino al mio fianco ed i vicini di posto stanno liberando le mani per rinfrescarsi.

Il treno arriva in orario a Firenze e così posso uscire da questo forno e mettermi all’ombra ad aspettare una mezz’oretta per prendere quello verso Livorno.

Mezz’ora esatta e il treno arriva, è più affollato. Mi siedo a fianco dei ragazzi che stanno lavorando al computer per realizzare una locandina e di fronte a me una signora legge un libro digitale. Il viaggio è tranquillo, ma dentro la mia testa sono ritornati i pensieri riguardo il viaggio. Non devo preoccuparmi, il tempo sembra passare molto lentamente e fatico a distogliere l’attenzione dal futuro.

Arrivato a Livorno il treno si svuota, esco veloce anche io per percorrere i primi 3 km e raggiungere il traghetto. Come metto in moto le gambe sono pervaso da una sensazione di ottimismo, marcio veloce. Nonostante sia in piano mi sento in forma.

Resta solo una piccola preoccupazione: il traghetto da Cagliari a Palermo parte il venerdì ed ho a disposizione 16 giorni per percorrere i 500km della Sardegna. Una media di 30km giornaliero non mi avrebbe spaventato a fine dell’anno scorso, ma questa volta ho deciso di partire senza allenamento. Già tra una settimana scoprirò se c’è la farò facilmente o dovrò impegnarmi a fondo.

Poco prima del traghetto trovo una fontana al centro di una piazza, l’acqua è potabile. Riempio la borraccia e ne bevo un buon sorso, la riempio di nuovo fino all’orlo e la sistemo nello zaino.

È tramontato da un ora il sole ed è già buio, un piccolissimo spicchio di luna sta tramontando verso il porto, dove devo aspettare un ausiliario, e mi accorgo di essere ancora in pantaloncini corti, la brezza della sera comincia ad essere fresca al calar del sole. Guardo la limpidezza del cielo. Mi fanno salire, cerco subito una postazione vicino ad una presa elettrica.

Il traghetto è lo stesso dell’anno scorso ed avevo già notato una buona postazione ma era occupata, quest’anno essendo un infrasettimanale c’è meno traffico e così il posto è tutto per me. Ceno, e poi mi metto a dormire.

La mattina la sveglia è alle 5.30, con un segnale acustico seguito da un messaggio vengono svegliati tutti i passeggeri. Manca un ora all’attracco. Non ho dormito male, ma avrei gradito dormire ancora un po’.

Quando scendo l’aria è frizzante, il sole non è ancora sorto, ma c’è abbastanza luce. Mi dirigo verso la stazione delle corriere e faccio il biglietto. Mi metto in sala d’attesa, e semi-deserta, si sentono i passi e le valige trascinate di altri viaggiatori.

Scrivo qualche messaggio del mio arrivo ed è ora di uscire, salgo sul bus per Santa Teresa di Gallura, siamo in 4 per ora. Mangio qualche biscotto visto che sono ancora a stomaco vuoto.  La fermata successiva sale un ragazzo che sta ascoltando con gli altoparlanti del telefono “Come è bello far l’amore da Trieste in giù”.

Trieste, l’obiettivo finale di questo mio viaggio.

Svariate fermate dopo arrivo finalmente al paese più a nord della Sardegna. Da qui l’attraverserò fino a Castiadas.

Immergo i piedi nell’acqua fresca, un piccolo sguardo a nord verso i monti innevati della Corsica, mi giro ed inizio il mio viaggio.