Liguria

Sentiero Italia Liguria: tappa n. 12!

Via via via..si comincia con la dodicesima regione che si traduce in Sentiero Italia Liguria!

 

GIORNO 77

Comincia alle 11.30 alla Foce Tre Confini la mia esperienza in Liguria: già da qualche km sto seguendo le indicazioni “AV” Alta Via dei Monti Liguri. C’è un obelisco ad indicare l’incrocio tra Toscana, Emilia Romagna e Liguria. Non mi fermo molto perché c’è un pò di vento e non ho caldo. Cerco un posto al sole dove possa pranzare. Il primo pezzo è una zona con molta acqua, ma è proprio a livello terreno e anche se ho la borraccia vuota non mi fido.

Per un bel pezzo è faggeta quasi tutto in discesa, verso la fine della tappa si esce dal bosco per continuare su prati dove ci sono un sacco di cavallette che saltano per non farsi pestare. E così arrivo al Passo della Cappelletta, dove c’è molto vento, ma deve essere spesso così visto che hanno installato delle pale eoliche. Io mi fermo nella cappelletta per ripararmi dal vento, mantenendomi al sole. Mentre mangio sento che il sole ha ancora la capacità di scaldare molto, faccio con comodo per far riposare i piedi, ma ho dolori alle spalle, in particolare la sinistra. Ripristino i cerotti e mi incammino. C’è un cartello che dovrebbe dare informazioni sulla tappa, ma qualche vandalo lo ha rovinato. Mi aspetta un bel tratto di asfalto e poco prima della fine della tappa, una stradina nel bosco, fa caldo quando non c’è il vento a rinfrescare. Anche in questa tappa del Sentiero Italia Liguria niente acqua, ma il cartello questa volta è integro.

C’è un’ introduzione generale sulla AV, descrizione accurata della tappa con tempi dislivelli e località. In più c’è una mappa escursionistica con tutte le informazioni che mi servono e vedo che al posto tappa successivo c’è acqua, 15km, ma c’è acqua. Non c’è molto dislivello, e già pregusto l’acqua. Il primo tratto è nel bosco, ogni tanto si apre, e vedo che sono ritornato tra vallate morbide. Dietro, verso Foce Tre Confini vedo che si stanno formando delle nuvole e anche più avanti. Il vento è a momenti caldo a momenti fresco, trovo delle more che sembrano quasi scoppiare, ne prendo alcune ma non sono per niente buone.
Dopo questa lieve salita del Sentiero Italia Liguria comincia una lunga discesa su strade e sentieri di sassi, non vedo l’ora finisca. A metà tragitto trovo un rubinetto, sciacquo mani e braccia, bevo e poi riparto. Ogni tanto qualche sassetto si infila nella scarpa con il taglio, ma anche l’altra minaccia di aprirsi. Il paesaggio è bello, ma le nuvole coprono parte delle cime. Voglio trovare un riparo per questa sera, non vorrei piovesse. I km passano lenti, e la ferita al piede mi fa camminare più lento.

Devo stare attento non peggiori, altrimenti rischio di dover fermarmi perdendo tempo, più di quello che ho guadagnato continuando a camminare. Alla tappa c’è finalmente acqua, bevo e controllo il piede, il cerotto è ancora lì, ma decido di cambiarlo. Ci sarebbero anche le spalle da far riposare e potrei fermarmi qui in una cappelletta che viene usata come posto tappa, ma sono le 17.45 e la mappa dice che a 5km c’è la prossima con un altro ricovero non custodito. Riempio la borraccia perché dalla mappa non troverò fontane. La salita comincia in un sentierino stretto dove c’è qualche spino ma è sufficientemente pulito per proseguire senza problemi. In salita il piede mi crea problemi, in discesa meno e qui devo salire per 500m, non corro perché comunque dovrei farcela prima delle 20. Mentre sto salendo controllo quanto manca alla cima e alla tappa. Alla cima 150m e alla tappa 6,6k.

Ma come?  Non erano 5? Ormai sono qui e continuo. Arrivato in cima al monte Zatta di Levante sono tra le nuvole e c’è un po di aria che rinfresca dopo la fatica della salita. Sto molto attento al piede. Poi un tratto in cresta, quasi tutto in discesa fino alla cima del Monte Zatta di Ponente. Sono quasi le otto e il cartello dice 45 m fino alla tappa.

La discesa è un zig zag continuo che scende di pochissimo e fa lunghe distanze. Sta diventando buio e sono tentato di tagliare visto che è possibile, ma le condizioni del piede mi fanno desistere. Il Sentiero Italia Liguria esce per 30m dal bosco e vedo il mio primo mare di nuvole da quando sono partito, il sole è li, sta tramontando, bello. Foto veloce perché diventerà buio presto, soprattutto nel bosco.

Trovo una fontana quando sono quasi giù.

Un pezzo di asfalto e sono alla tappa. Sono le 20.30: è buio e non vedo il ricovero, trovo il cartello della tappa che mi indica un rifugio aperto tutto l’anno. Sui km posso aver letto male, ma sul ricovero no, ne sono certo. La mappa della tappa precedente non è corretta. C’è uno stabile di fronte la mappa e sto per entrare per chiedere informazioni, ma è chiuso. Vedo che ha un attacco della corrente proprio all’entrata. Mi serviva. Sono a corto di energia. C’è una piccola tettoia che probabilmente è usata come fermata della corriera, decido di passare la notte qui, ma è molto umido. Questo dove ho messo in carica il telefono è il rifugio. Dopo mangiato, con dei sacchetti e i bastoncini costruisco un tetto più basso per proteggermi meglio dall’umidità.

La notte mi sveglio e vedo dei lampi continui nel cielo, scariche visibili facilmente con un meteo così e un cielo non troppo inquinato.

GIORNO 78

Non fa freddo, ma è tutto piuttosto umido compreso il sacco a pelo. Le spalle hanno recuperato. Chiudo la piccola ferita al piede con Attack e ci metto anche un cerotto, questa notte ha spurgato un pò perché si appiccicava al sacco mentre il sinistro è praticamente guarito. Faccio colazione, recupero il telefono e parto. Primo tratto del Sentiero Italia Liguria del giorno facile su asfalto. Ora comincia una crestina easy, ma sento un tuono. Guardo il cielo ed è un pò coperto, ma di certo non da pioggia. Avanzo di poco e comincia a piovigginare: metto tutto il materiale dello zaino in un sacchetto, mi copro e copro lo zaino. C’è il sole di fronte a me, ma sono diretto verso nuvole scure. C’è pure un debole arcobaleno, foto d’obbligo!  Mi accorgo che alcuni alberi hanno cominciato a cambiare colore e si vestono d’autunno. Dopo una breve discesa un tratto in lieve salita, il piede sembra stare meglio.

Comincia una salita su salti rocciosi in cui ogni tanto mi aiuto con le mani perché le rocce sono scivolose. Ancora nel bosco, trovo acqua, poi avanti fino ad una forcella dove salgo fino a scollinare ed arrivare al posto tappa del Sentiero Italia Liguria. Non sto andando al solito ritmo, ma comunque più veloce dei tempi sulle tabelle. Oggi più di ieri ogni km c’è un paletto che indica la distanza percorsa o mancante dall’inizio della AV. Io sto procedendo secondo il senso inverso, quindi i numeri sono decrescenti, ma non arriverò a 0 perché girerò prima per il Piemonte invece di andare a Ventimiglia.

È uscito il sole, nemmeno 20m di salita e decido di togliere giacca e leggins mentre cerco di tappare il buco in pancia. L’appetito vien mangiando, sono le 10.30 e decido che è ora della pappa. In un’ oretta il tempo cambia e si copre, così mi rivesto e sono pronto a ripartire.

Sembra di essere in Scozia, nelle Highlands, ci sono dei cavalli liberi che si fanno avvicinare. Mi annusano, ricambio con due carezze che sembrano gradire. Poi nel bosco, il passo è migliorato, forse la pappa, forse la pausa. Un’altra faggeta, ma questa mi piace, non mi stupirei di vedere un dinosauro spuntare da dietro le felci!!!!! 😉

Mi sto godendo la discesa in questo bosco e di colpo un boato. Sembrano rocce che cadono poco più avanti, poi capisco che è un tuono. Mi fermo e sistemo nuovamente tutto nel sacchetto e mi tengo pronto per la pioggia. Dopo qualche minuto un lampo e prima che il tuono finisse la pioggia sta già cadendo. Mi copro in fretta edora il ritmo si alza, c’è un ricovero a 1,5km da me, è il posto tappa.  La pioggia comincia piano poi aumenta. In nemmeno un quarto d’ora sotto la pioggia, i pantaloni impermeabili hanno ceduto e sento l’umidità nelle gambe. Arrivo al posto tappa, c’è uno stabile, chiuso, c’è il rifugio chiuso.  Poco più in là vedo una cappella: è aperta ma allagata, appoggio lo zaino nell’altarino. Torno al primo stabile dove ho visto una pala che voglio usare per scavare un canalino che eviti all’acqua di entrare e uno che la faccia uscire. Mentre sto lavorando smette di piovere, mi fermo due minuti ma il cielo si apre allora decido di partire. I piedi sono bagnati, posso fare poco per asciugarli, poi comunque si bagnerebbero ancora se trovassi erba alta o piante che intralciano il Sentiero Italia Liguria. Ho notato che i cartelli informativi sono sempre meno completi purtroppo. Da qui un sentierino roccioso mi fa perdere quota, ma incontro altri cavalli e un capriolo. I pantaloni si stanno asciugando ma i piedi continuano a bagnarsi, quindi vorrei trovare un posto coperto per questa notte. Soprattutto per far riposare i piedi perché la suola non sta bene, tra sudore ed umidità la pelle si è ammorbidita e 1-2mm mi mancano in certi punti.

Voglio arrivare al paese di Barbagelata perché forse li trovo un alimentari dato il poco cibo che mi resta. Il Sentiero Italia Liguria continua più o meno in cresta e nel bosco, con qualche punto panoramico. Mi mancano diversi km al paese e il tempo stringe, aumento il ritmo durante una salita, poi incontro una discesa ripida e scivolosa causa erba alta e rocce bagnate, inoltre al lato ci sono rovi di more. Per restare in piedi consumo molta energia e quando comincio la salita successiva mi manca la forza di salire, il passo rallenta. Ora incontro diverse salite e discese ripide con zone in piano che mi fanno percorrere tanti metri senza scendere o salire.

Ogni tanto durante le salire trovo un pò di grinta, ma poi la discesa mi taglia le gambe; la fortuna è che la ferita non mi da grossi problemi. Il sole sta tramontando e mi manca l’ultima cima, non sono salite lunghe ma sono stanco. Sotto l’ultima cima trovo un cartello con indicazioni per un rifugio non custodito, ma per avere le chiavi si deve chiamare il gestore. Naturalmente il telefono non ha rete. Ultimi 250m di salita fino a Barbagelata, se non prende nemmeno lì chiederò a qualcuno se mi fa chiamare quel numero. Sono ormai le 20.15 quando comincio la salita. A Barbagelata il telefono prende ma non mi fa chiamare il numero. Intanto vado verso il centro e mi accorgo che il rifugio è proprio al mio fianco. C’è il numero da chiamare, ma è diverso da quello trovato sotto così rispondono e spiegata la situazione, sebbene un pò scocciati, mi dicono che qualcuno arriverà. Li vicino c’è una coppia di anziani, così chiedo se c’è un alimentari o panificio, ma in paese non c’è nulla ma tra due tappe mi dicono c’è un supermercato.

Arriva un ragazzo a portarmi le chiavi da chissà quanto lontano, è vestito da lavoro e visibilmente sporco di olio e grasso. Una volta entrato mi trovo in una camerata troppo curata per essere un alloggio gratuito. Mi mostra il bagno e la doccia. Decisamente qui si paga. L’ho fatto venire a quest’ora quindi rimango. Metto in carica tutto e mi fiondo in doccia, 11 giorni che non mi lavavo. Lavo anche i vestiti tra cui la felpa. Ne esce acqua di un colore marroncino che mi fa pensare che ci sia più DNA mio sulla felpa che addosso a me.

C’è una stufetta, la accendo così da poter asciugare i vestiti. Ora posso cenare. Ma mi trattengo per lasciare più cose per la mattina per colazione. Per arrivare al supermercato devo percorrere circa 13km, non molti e decido che dormirò un po’ di più anche perché è tardi quando vado a dormire.